Foggia non è la classica meta da cartolina, ma proprio per questo motivo regala un'esperienza di viaggio autentica, differente da altre località pugliesi molto frequentate soprattutto nella stagione estiva.
La città offre un equilibrio perfetto tra cultura, gastronomia e posizione strategica: da qui è possibile raggiungere facilmente il Gargano, i borghi medievali della Capitanata, le spiagge dell'Adriatico e i paesaggi carsici dell'altopiano murgiano.
Visitare Foggia significa intraprendere un viaggio sorprendente in una terra di contrasti, storia millenaria e sapori autentici.
Questa città sorge al centro del Tavoliere delle Puglie, la seconda pianura più estesa d’Italia, circondata da campi di grano, uliveti e percorsi che portano in poco tempo sia verso il Gargano sia verso i monti della Daunia. Questa posizione la rende una base perfetta per chi vuole alternare visite culturali in città, escursioni nei borghi e gite al mare.
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Perché scegliere Foggia come prossima meta?
Prima di addentrarci nei dettagli su cosa vedere a Foggia, è giusto chiedersi: perché fermarsi qui? La risposta risiede nella sua autenticità. A differenza delle mete turistiche sovraffollate, Foggia mantiene un'anima verace. È una città che ha saputo rialzarsi più volte, sopravvivendo a terremoti devastanti (come quello del 1731) e ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Oggi, Foggia si presenta come una città moderna che custodisce gelosamente le tracce del suo passato imperiale. Fu infatti la "sede inclita e imperiale" amata da Federico II di Svevia, che la scelse come sua dimora prediletta nel Sud Italia.
Cosa vedere nel centro storico di Foggia

Piazza Cavour è una delle piazze principali di Foggia, punto di incontro tra le principali arterie cittadine e primo riferimento per chi arriva in città in treno o in autobus. Qui si affacciano edifici storici come Palazzo de Santis e si trova la Fontana del Sele, simbolo della città e dell’arrivo delle acque dell’acquedotto, al centro di uno spazio urbano ampio e vivace.
L'Arco di Federico II, anche noto come Porta Grande, è uno dei simboli più riconoscibili di Foggia e l'unica testimonianza architettonica rimasta del palazzo imperiale fatto costruire dall'imperatore svevo nel XIII secolo. Questo arco a sesto acuto, in stile gotico, costituiva probabilmente l'ingresso principale della residenza federiciana.
L'arco, alto circa 15 metri, è caratterizzato da una struttura elegante in pietra calcarea bianca, con decorazioni che richiamano lo stile dell'architettura sveva dell'epoca. Ai lati dell'arco si trovano due aquile imperiali, simbolo della casata sveva e dell'autorità imperiale, che testimoniano l'importanza che Foggia rivestiva nel sistema amministrativo e politico del regno di Federico II.
Sebbene il palazzo imperiale sia stato quasi completamente distrutto nei secoli successivi, l'Arco rimane un potente simbolo dell'età d'oro della città, quando Foggia era una delle residenze preferite di quello che venne definito "Stupor Mundi", lo stupore del mondo.
Oggi l'arco si trova in Piazza Federico II di Svevia, una delle piazze principali del centro, ed è un punto di riferimento per visitatori e cittadini.
Nelle immediate vicinanze dell'Arco si sviluppa il cuore pulsante della città moderna, con negozi, caffè e ristoranti che animano le vie del centro, creando un interessante contrasto tra passato medievale e vita contemporanea.
Via Arpi, la spina dorsale della città
L'asse viario principale della Foggia antica è Via Arpi. Camminare lungo questa strada significa ripercorrere le orme dell'imperatore Federico II. È qui che sorgeva il suo grandioso Palatium, il palazzo imperiale di cui oggi rimangono poche ma significative tracce.
Se ti stai chiedendo, passeggiando per Foggia cosa vedere di imperiale, dovresti cercare l'arco di ingresso del palazzo (inglobato nel Palazzo Arpi, oggi sede del Museo Civico) e l'iscrizione del 1223 che recita: "Hoc fieri jussit Federicus Cesar ut urbs sit Foggia regalis sedes inclita imprialis" (Ciò comandò Federico Cesare che fosse fatto affinché la città di Foggia divenisse regale sede inclita e imperiale).
Conosciuti dai foggiani semplicemente come "I Tre Archi", Porta Arpana era una delle porte principali della città. Originariamente era composta da un solo arco, ma in epoca successiva ne furono aggiunti due laterali per abbellimento e per gestire meglio il flusso. È uno dei punti più fotografati della città e segna un confine ideale tra la parte più antica e le espansioni successive.
La Cattedrale di Foggia e la Madonna dei Sette Veli

Il Duomo di Foggia, dedicato alla Beata Maria Vergine Assunta in Cielo, rappresenta il cuore spirituale della città e una tappa imprescindibile per chi vuole visitare Foggia.
La cattedrale attuale è il risultato di diverse ricostruzioni succedutesi nei secoli, dopo i terremoti che colpirono la città.
L'edificio presenta una facciata barocca ricostruita dopo il terremoto del 1731, con un portale cinquecentesco che rappresenta uno degli elementi architettonici più preziosi. L'interno, a tre navate, custodisce opere d'arte di notevole valore, tra cui tele seicentesche e settecentesche, ma il vero tesoro della cattedrale è l'Iconavetere, l'icona bizantina della Madonna dei Sette Veli.
Quest'icona, secondo la tradizione quella rinvenuta miracolosamente nel 1073 e che diede origine alla città, è conservata in una cappella laterale ed è oggetto di grande venerazione da parte dei foggiani. La Madonna è raffigurata con il Bambino e prende il nome dai sette veli che la ricoprono, aggiunti nel corso dei secoli come ex voto.
Ogni anno, il 15 agosto e il 22 marzo, l'icona viene portata in processione per le vie della città in occasione delle principali festività mariane.
La cripta della cattedrale, visitabile su richiesta, conserva resti di strutture più antiche e rappresenta un'interessante testimonianza della stratificazione storica dell'edificio.

Prosegui l’itinerario includendo anche la Chiesa di San Francesco Saverio, così da costruire un piccolo percorso tematico tra i luoghi di culto del centro storico.
Dal Duomo ci si può spostare a piedi in pochi minuti, attraversando le vie più antiche della città e osservando come la devozione mariana si intrecci con la presenza degli ordini religiosi, testimoniata proprio da edifici come San Francesco Saverio, con la sua impronta barocca e gli interni raccolti. In questo modo la visita non si riduce a una singola chiesa simbolo, ma diventa un’occasione per leggere in continuità la storia sacra di Foggia, passando da un santuario cittadino centrale a una chiesa meno nota ma perfetta per chi desidera approfondire il patrimonio religioso oltre le tappe più scontate.
Perché la zona di Foggia si chiama Capitanata?

Il termine Capitanata non indica solo un territorio geografico-amministrativo, ma rappresenta anche un'identità culturale ben definita. Gli abitanti di questa zona condividono tradizioni, dialetti, usanze gastronomiche e un senso di appartenenza che li distingue dalle altre aree pugliesi.
Il termine Capitanata deriva da "capitaneus", parola latina che indicava il capitano, ovvero il funzionario che amministrava un territorio in nome del sovrano. Durante il periodo normanno e svevo, il Regno di Sicilia era suddiviso in circoscrizioni amministrative chiamate "giustizierati", a loro volta articolate in unità più piccole governate da capitani regi.
La Capitanata nacque proprio come capitanato, una circoscrizione amministrativa istituita in epoca normanna e consolidata sotto il regno di Federico II di Svevia nel XIII secolo. Il territorio aveva Foggia come centro principale e comprendeva gran parte dell'attuale provincia, oltre ad alcune aree limitrofe. Il capitano regio, che risiedeva proprio a Foggia, aveva ampi poteri amministrativi, giudiziari e fiscali, rappresentando l'autorità del sovrano in questa strategica porzione del regno.
Cosa vedere nei dintorni di Foggia: escursioni imperdibili

A soli 20 chilometri da Foggia sorge Lucera, città dalla storia millenaria che conserva testimonianze di tre diverse civiltà: quella romana, quella islamica e quella svevo-angioina. Il centro storico, ben conservato, merita una visita approfondita.
Il Castello Svevo-Angioino domina la città dall'alto di una collina. Questa imponente fortezza, circondata da mura lunghe quasi un chilometro, fu fatta costruire da Federico II e successivamente ampliata dagli Angioini. La cinta muraria, con le sue torri circolari ancora ben conservate, è considerata una delle fortificazioni medievali più impressionanti d'Europa.
La Cattedrale di Lucera, eretta nel XIV secolo per volere di Carlo II d'Angiò, è un capolavoro dell'architettura gotica meridionale. L'interno, austero ma maestoso, conserva opere d'arte di notevole valore. Particolarmente interessante è il rosone della facciata, finemente decorato.
L'Anfiteatro Romano, uno dei più grandi d'Italia dopo il Colosseo e l'Arena di Verona, testimonia l'importanza della città in epoca romana. Costruito nel I secolo d.C., poteva ospitare circa 18.000 spettatori ed è ancora oggi utilizzato per spettacoli e rappresentazioni estive.

A circa 60 chilometri da Foggia, nel cuore del Gargano, si trova uno dei santuari più importanti della cristianità: il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo.
Questo luogo di culto, meta di pellegrinaggi da oltre 1500 anni, è stato inserito nel 2011 nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come parte del sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere".
La particolarità del santuario è la sua conformazione: si tratta infatti di una grotta naturale dove, secondo la tradizione, l'Arcangelo Michele apparve per tre volte tra il 490 e il 493 d.C. La Sacra Grotta, raggiungibile attraverso una scalinata monumentale, conserva un'atmosfera di grande spiritualità e raccoglimento. L'altare maggiore è sormontato dalla statua di San Michele, mentre alle pareti si trovano iscrizioni e graffiti lasciati dai pellegrini nei secoli.
Il centro storico di Monte Sant'Angelo, arroccato a oltre 800 metri di altitudine, offre scorci panoramici mozzafiato sul Tavoliere e sul Golfo di Manfredonia. Il Castello Normanno, le chiese medievali e i vicoli lastricati in pietra bianca creano un'atmosfera sospesa nel tempo.
Non si può lasciare Monte Sant'Angelo senza aver assaggiato le Ostie Ripiene, dolce tipico del borgo preparato con due cialde sottili farcite con un ripieno di mandorle, zucchero e cannella. Questi dolci, nati probabilmente come cibo da viaggio per i pellegrini, sono oggi uno dei simboli gastronomici del paese.
Il borgo ospita anche il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari del Gargano, dove è possibile approfondire la conoscenza della civiltà contadina e pastorale della montagna garganica, con una ricca collezione di attrezzi, costumi e oggetti della vita quotidiana.

Vieste rappresenta una delle escursioni più affascinanti e imperdibili per chi visita la Capitanata. Questo splendido borgo marinaro, arroccato su un promontorio roccioso che si protende nell'Adriatico, incanta i visitatori con il suo centro storico di case bianche abbaglianti, i vicoli stretti e tortuosi che si aprono improvvisamente su scorci mozzafiato sul mare cristallino.
Il centro storico di Vieste è un labirinto affascinante di stradine lastricate, scalinate, archi e piazzette dove il tempo sembra essersi fermato. Passeggiando tra le case imbiancate a calce, si scoprono botteghe artigiane, ristoranti tipici e angoli fotografici di rara bellezza. Il punto più caratteristico è la Chianca Amara, un masso piatto situato nei pressi della Cattedrale dove, secondo la tradizione, nel 1554 i pirati turchi decapitarono migliaia di viestani che si erano rifiutati di convertirsi all'Islam.
La Cattedrale di Santa Maria Assunta, in stile romanico-pugliese, domina il borgo antico con il suo campanile medievale. L'interno, sobrio ed elegante, conserva opere d'arte e testimonianze della profonda fede marinara che ha sempre caratterizzato questa comunità. Dal piazzale della cattedrale si gode una vista panoramica eccezionale sul porto e sulla costa.
Il Castello Svevo, eretto nel XI secolo e ampliato da Federico II, sorge sulla punta estrema del promontorio e per secoli ha difeso la città dalle incursioni saracene. Oggi ospita eventi culturali e mostre durante la stagione estiva, ma vale la pena visitarlo anche solo per ammirare il panorama spettacolare che si gode dalle sue mura.
Ma Vieste è soprattutto famosa per le sue spiagge spettacolari, che si estendono per chilometri sia a nord che a sud del centro abitato. La Spiaggia del Castello, proprio sotto il centro storico, è una piccola baia di sabbia bianca con acque turchesi, perfetta per chi vuole alternare mare e cultura. La Spiaggia di Pizzomunno, con il suo celebre monolite bianco alto 25 metri che emerge dalla sabbia come un guardiano di pietra, è diventata il simbolo della città e protagonista di una leggenda d'amore popolare.
Verso sud si estende la Spiaggia della Scialara, con la sua sabbia finissima e il mare dai colori caraibici, mentre a nord si trovano la Baia di San Felice, dove si può ammirare l'omonimo arco naturale scavato dall'erosione marina nella roccia calcarea, e la Baia delle Zagare, accessibile solo via mare o attraverso ripidi sentieri, considerata una delle spiagge più belle d'Italia con i suoi due faraglioni gemelli che emergono dall'acqua cristallina.
Le grotte marine rappresentano un'altra attrazione imperdibile di Vieste.
Numerose imbarcazioni organizzano escursioni lungo la costa per visitare cavità spettacolari come la Grotta Campana Grande, la Grotta dei Contrabbandieri, la Grotta Sfondata e la Grotta delle Rondini. Queste caverne, scavate dal mare nel corso dei millenni, presentano formazioni rocciose straordinarie e giochi di luce che creano atmosfere magiche.
Vieste è anche un centro vivace di vita notturna durante l'estate, con locali, bar e discoteche che attirano giovani da tutta la Puglia. Il lungomare si anima di passeggiatori fino a tarda notte, mentre le piazzette del centro storico ospitano concerti e spettacoli di strada.

Il sapore della tradizione: cosa mangiare a Foggia

Non si può dire di aver compreso una città senza averne assaggiato i piatti tipici. La cucina foggiana è una cucina "di terra", povera negli ingredienti ma ricchissima nei sapori, figlia della tradizione contadina e della transumanza.
Foggia è il granaio d’Italia: qui la pasta non è solo cibo, è religione. La pasta di Grano Arso è la vera chicca locale; in passato, i contadini poveri raccoglievano i chicchi di grano rimasti a terra dopo la bruciatura delle stoppie (una pratica agricola). Quei chicchi tostati dal fuoco venivano macinati per fare la farina.
Oggi, il grano arso è una prelibatezza gourmet, dal retrogusto affumicato e tostato, usata per orecchiette o cavatelli. Provatele con pomodorini freschi e cacioricotta: un’esplosione di gusto.
Foggia, inoltre, era il punto di arrivo della transumanza abruzzese. Milioni di pecore hanno pascolato su queste pianure nei secoli, lasciando un'eredità culinaria ben precisa.
Sebbene sia tipico del Gargano, a Foggia si trovano le migliori selezioni del Caciocavallo Podolico, un formaggio prodotto con il latte delle vacche di razza Podolica. Stagionato a lungo, ha un sapore piccante e complesso che va degustato lentamente.
Tra gli altri piatti tipici, suggeriamo la Muschiska, una carne essiccata (di pecora, capra o vitello) speziata con peperoncino e finocchietto. Era lo snack dei pastori, oggi è un antipasto sfizioso da accompagnare a un bicchiere di vino rosso.
I Torcinelli (o Gnummareddi) sono involtini di interiora di agnello o capretto, avvolti nel budello e cotti alla brace; sono una delle esperienze gastronomiche più intense e autentiche che si possano fare a Foggia.
Infine, le Orecchiette con le cime di rapa sono un classico pugliese che qui trova esecuzioni magistrali, spesso arricchite con acciughe e mollica di pane fritta.
Dal grano arso che racconta storie di fatica e riscatto, ai rosoni di pietra che sfidano i secoli, Foggia ti aspetta nel cuore del Tavoliere per raccontarti la sua storia millenaria. E ricorda: ogni pietra qui ha qualcosa da dire, basta sapersi fermare ad ascoltare.
