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Dove andare a Carnevale, 5 mete imperdibili in Italia

Trascorri il Carnevale nei luoghi in cui si svolgono i festeggiamenti più coinvolgenti. Guida ai Carnevali tradizionali di Venezia, Viareggio, Ivrea, Ferrara e Putignano.

Il Carnevale è una delle festività più amate e attese nel nostro Paese, capace di trasformare intere città in palcoscenici a cielo aperto dove tradizione, arte e divertimento si fondono in un'esplosione di colori, maschere e allegria. 

Se vorresti sapere dove andare a Carnevale e quali sono le città in cui svolgono i festeggiamenti più originali, coinvolgenti e spettacolari, segui questa guida e organizza il tuo itinerario con Itabus.


Abbiamo selezionato 5 destinazioni dove il Carnevale è particolarmente sentito: da Viareggio, nota per la sfilata con i carri allegorici, a Putignano, in Puglia, uno dei più antichi d'Italia, passando per Venezia, la meta più celebre per questa tradizione, Ferrara, dove si svolge una rievocazione storica in stile rinascimentale, e Ivrea, nota per la Battaglia delle Arance, un evento unico nel suo genere.


La storia e le tradizioni del Carnevale di Viareggio


Cosa fare a Carnevale a Viareggio


Il Carnevale di Viareggio è considerato uno dei più importanti e spettacolari d'Europa, famoso in tutto il mondo per i suoi carri allegorici monumentali che raggiungono altezze fino a 20 metri. 

Nato nel 1873, quando alcuni giovani della borghesia viareggina decisero di organizzare una protesta scherzosa contro l'alta società del luogo con una sfilata di carrozze mascherate, il Carnevale è cresciuto nel tempo fino a diventare un evento di portata internazionale.


La vera rivoluzione avvenne nei primi decenni del Novecento, quando si iniziò a utilizzare la carta a calco (o cartapesta), una tecnica che permette di creare strutture enormi e complesse mantenendole relativamente leggere. 

Questa innovazione, sviluppata da artigiani locali come Antonio D'Arliano, ha reso possibile la realizzazione dei giganteschi carri allegorici che oggi caratterizzano il Carnevale viareggino.


I carri di Viareggio non sono semplici decorazioni: sono opere d'arte mobili che combinano scultura, ingegneria, meccanica e satira politica e sociale. Ogni anno, i maestri carristi della Cittadella del Carnevale lavorano per mesi alla progettazione e costruzione di queste monumentali creazioni, che spesso raggiungono i 1000 metri quadri di superficie e possono pesare diverse tonnellate.


Le sfilate si svolgono lungo la Passeggiata a mare, il lungomare di Viareggio, uno scenario unico che unisce il fascino del mar Ligure agli edifici liberty che caratterizzano la città. 

Il percorso, lungo circa due chilometri, permette a migliaia di spettatori di ammirare i carri da diverse angolazioni, creando un'atmosfera festosa e coinvolgente.


Oltre alle sfilate diurne, che iniziano solitamente nel primo pomeriggio, Viareggio offre un ricco programma di eventi collaterali: veglioni in maschera nei locali della città, feste per bambini, concerti, spettacoli di strada e manifestazioni gastronomiche. 

Con il nome Corsi Mascherati ci si riferisce alle sfilate dei carri allegorici e alle mascherate in gruppo, l'evento clou del Carnevale che prevede un ingresso a pagamento.


Per chi ama la festa più sfrenata, i veglioni notturni nei locali e nelle discoteche della Versilia prolungano i festeggiamenti fino all'alba.


Cosa vedere e fare a Viareggio durante il Carnevale


Cose da fare a Viareggio durante Carnevale


Oltre ad assistere alle sfilate dei carri, cosa fare a Carnevale a Viareggio? 

La città offre numerose opportunità per immergersi completamente nell'atmosfera carnevalesca e scoprire le tradizioni locali.


La Cittadella del Carnevale è una tappa obbligata. Questo complesso situato alla periferia di Viareggio ospita i 16 hangar dove i maestri carristi lavorano alla costruzione dei carri. Durante il periodo del Carnevale, è possibile visitare gli hangar aperti al pubblico e assistere dal vivo al processo creativo, incontrare gli artigiani e comprendere le tecniche di lavorazione della cartapesta. 


È un'esperienza affascinante che permette di apprezzare il lavoro e l'arte che si celano dietro ogni gigante di carta.


All'interno della Cittadella si trova anche il Museo del Carnevale, un percorso espositivo permanente che racconta la storia di questa festa attraverso bozzetti originali, fotografie storiche, manifesti d'epoca e alcuni carri delle edizioni passate conservati e restaurati. Il museo organizza anche laboratori didattici dove bambini e adulti possono cimentarsi nella creazione di maschere e piccole sculture in cartapesta.


Durante le giornate di Carnevale, il centro storico di Viareggio si trasforma in un palcoscenico diffuso. Lungo le vie dello shopping, in Piazza Mazzini e nelle piazze secondarie, si esibiscono artisti di strada, gruppi mascherati improvvisano performance e musicisti creano un sottofondo festoso. Vale la pena perdersi tra i vicoli per scoprire angoli caratteristici e assaporare l'autenticità della festa popolare.


I veglioni rionali sono un'altra esperienza autentica. Ogni quartiere di Viareggio organizza feste in maschera aperte a tutti, dove si balla al ritmo di musica dal vivo o di DJ set, si gustano le specialità locali e si partecipa a concorsi per la maschera più bella o più originale. Questi eventi, meno turistici rispetto alle grandi manifestazioni del lungomare, permettono di vivere il Carnevale come un vero viareggino.


Passeggiando tra le vie del centro durante i giorni di Carnevale, è impossibile non lasciarsi tentare dalla torta di ceci, o meglio, la farinata, lo street food viareggino per eccellenza. Questa focaccia bassa e dorata, preparata con farina di ceci, acqua, olio extravergine d'oliva e sale, viene cotta in grandi teglie di rame e servita calda, tagliata a fette irregolari. 


I chioschi che la vendono si trovano soprattutto in Piazza Cavour e lungo le vie del centro. Una variante classica è il 5 e 5, un panino farcito con la farinata di ceci ancora calda.


Durante il Carnevale, molti chioschi propongono anche frittelle di mare: piccole frittelle preparate con bianchetti, alghe o moscardini, fritte in olio bollente e servite calde con una spruzzata di limone

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I cenci (chiamati anche frappe o chiacchiere) sono il dolce carnevalesco toscano per eccellenza. Si tratta di sottili sfoglie di pasta preparata con farina, uova, burro, zucchero e un goccio di vin santo, tagliate a strisce, fritte fino a diventare dorate e croccanti, poi abbondantemente spolverate con zucchero a velo. Il nome deriva dal loro aspetto che ricorda stracci leggeri e irregolari.


Le frittelle sono un'altra presenza immancabile: palline di pasta dolce lievitata, fritte e zuccherate, disponibili in diverse varianti (di riso, semplici o ripiene di crema). Ogni pasticceria ha la sua ricetta segreta tramandata di generazione in generazione.

Le castagnole sono piccole palline di pasta dolce lievitata, fritte fino a diventare gonfie e dorate, poi rotolate nello zucchero. Morbide all'interno e leggermente croccanti fuori, hanno un sapore delicato che ricorda il pan brioche.


Putignano, il Carnevale più antico d'Europa


Perché andare al Carnevale di Putignano


Se stai cercando il Carnevale più antico e più lungo, con una durata che va oltre il periodo canonico, consigliamo di visitare Putigano, in Puglia.

Con i pullman Itabus puoi arrivarci comodamente e decidere di trascorrere una vacanza nella Murgia barese, tra trulli e grotte.


Il Carnevale di Putignano, in provincia di Bari, vanta una storia che risale al 1394, perciò è considerato uno dei più antichi d'Europa. 

Le sue origini sono legate a un evento storico preciso: il 26 dicembre 1394, quando le reliquie di Santo Stefano furono trasferite dalla città costiera di Monopoli a Putignano, nell'entroterra, per proteggerle dalle incursioni saracene. 

I contadini che lavoravano nei campi interruppero il loro lavoro per partecipare alla processione religiosa, dando vita a festeggiamenti spontanei.


Da quell'episodio nacque la tradizione delle "propaggini", il cui nome deriva dai tralci di vite che venivano agitati in aria da dei vignaioli che si accodarono a quella processione. I vignaioli erano intenti a svolgere la pratica d’innesto per propaggine o talea della vite, perciò, oggi, il nome è rimasto a indicare i componimenti poetici recitati in rima e con tono satirico durante le manifestazioni carnevalesche che si svolgono ogni anno dal 26 dicembre fino al martedì grasso, rendendo il Carnevale di Putignano il più lungo d'Europa

Questa durata eccezionale, che si estende per oltre due mesi, è una caratteristica unica che permette di vivere l'atmosfera carnevalesca in modo diluito e partecipato.


Carnevale più antico d'Europa


Ogni propaggine è dedicata a una specifica categoria professionale o sociale.

Queste serate si tengono in varie piazze del centro storico e attirano centinaia di putignanesi e visitatori che si divertono ad ascoltare le satire locali, spesso pungenti e irriverenti.


I carri allegorici di Putignano sono anch'essi realizzati in cartapesta, seguendo una tradizione artigianale che si tramanda di generazione in generazione. A differenza di Viareggio, dove prevale la satira politica nazionale e internazionale, a Putignano i carri affrontano tematiche più varie: dalla cultura pop ai temi sociali, dalle fiabe alle riflessioni filosofiche. 

Le maschere giganti possono raggiungere dimensioni notevoli e sono caratterizzate da un'espressività e una cura dei dettagli notevoli.


Un elemento distintivo è la maschera ufficiale del Carnevale putignanese: Farinella. Questo personaggio, che indossa un costume multicolore a toppe triangolari di sette colori, rappresenta l'allegria e lo spirito burlesco del Carnevale. Il nome deriva da un piatto povero della tradizione locale, la farinella, preparata con farina di orzo e ceci tostati.


Cosa fare a Putignano durante Carnevale 


Trascorrere il Carnevale a Putignano significa immergersi in un'atmosfera autentica, lontana dal turismo di massa, dove le tradizioni sono ancora vive e sentite dalla comunità locale.

Il centro storico di Putignano conserva l'impianto medievale, con vicoli stretti, scalinate, archi e piazzette raccolte. Passeggiando tra queste vie, soprattutto la sera quando le luci creano atmosfere suggestive, si respira un'aria sospesa nel tempo. 


Piazza Plebiscito è il cuore della città, dove si affacciano il Palazzo del Balì, sede del Museo Principe Guglielmo Romanazzi Carducci di Santo Mauro, e la Chiesa di San Pietro Apostolo, la principale della città, con la sua bella facciata barocca.


Non perdere la visita alle Grotte di Castellana, situate a soli 5 chilometri da Putignano. Si tratta di uno dei complessi speleologici più spettacolari d'Italia, con stalattiti, stalagmiti e formazioni rocciose che creano scenari da sogno. Le visite guidate, disponibili tutto l'anno, durano da un'ora a due ore a seconda dell'itinerario scelto e rappresentano un'esperienza straordinaria da abbinare al Carnevale.


L'enogastronomia è un altro punto di forza di Putignano e della Valle d'Itria. Nei ristoranti e nelle trattorie del centro puoi gustare i piatti tipici della cucina pugliese: orecchiette fatte a mano, focaccia barese, formaggi freschi, salumi locali e i dolci di mandorle. Durante il Carnevale, non perdere le chiacchiere (qui chiamate frappe o sfrappole), le cartellate al vincotto e la farinella, il piatto povero che ha dato il nome alla maschera locale.


Le masserie della campagna circostante organizzano veglioni e feste in maschera, offrendo un'esperienza unica di Carnevale rurale, dove tradizione, buon cibo e musica popolare si fondono in un'atmosfera conviviale e autentica.


Il Carnevale Rinascimentale di Ferrara


Cosa fare a Ferrara per Carnevale


Il Carnevale di Ferrara affonda le sue radici nel glorioso periodo del Rinascimento, quando la città era una delle corti più raffinate e culturalmente vivaci d'Europa sotto il dominio della famiglia d'Este. 


A differenza di altri carnevali italiani caratterizzati da carri allegorici o battaglie folkloristiche, Ferrara ha scelto di recuperare e valorizzare la propria tradizione storica, creando un evento unico nel suo genere: il Carnevale Rinascimentale.

Andare a Ferrara in questo periodo dell'anno è un'ottima idea e con i pullman Itabus puoi raggiungerla comodamente dalle principali città in Italia.


Ciò che rende il Carnevale di Ferrara assolutamente distintivo è la sua natura di rievocazione storica. Non troverai carri allegorici moderni o maschere di plastica, ma costumi fedeli ricostruiti su modelli rinascimentali, sbandieratori, duelli cavallereschi, musici che suonano strumenti d'epoca e attori che interpretano personaggi storici della corte estense.

Il centro storico di Ferrara, patrimonio UNESCO e uno dei centri medievali e rinascimentali meglio conservati d'Italia, diventa la scenografia naturale di questo viaggio nel tempo. Le vie, le piazze, i palazzi nobiliari e soprattutto il maestoso Castello Estense fanno da cornice a eventi che ricreano l'atmosfera del Cinquecento con notevole attenzione filologica.


Il Corteo Ducale è l'evento centrale del Carnevale ferrarese. Si tratta di una sfilata storica che parte dal Castello Estense e attraversa le vie del centro, con centinaia di figuranti in costume d'epoca che rappresentano il duca, la duchessa, i cortigiani, i soldati, gli artigiani e il popolo. Il corteo è accompagnato da musici, sbandieratori, giocolieri e saltimbanchi, ricreando le atmosfere delle processioni rinascimentali.

Altri elementi caratteristici includono i banchetti rinascimentali, dove è possibile cenare come alla corte estense gustando piatti preparati secondo ricette antiche, gli spettacoli teatrali ispirati alle commedie di Ariosto e Plauto, i tornei cavallereschi con giostre e quintane, e le danze rinascimentali in cui il pubblico è invitato a partecipare imparando i passi delle danze di corte.


Carnevale Rinascimentale Ferrara


Consigli su cosa vedere a Ferrara


Ferrara è una città straordinaria che merita di essere visitata con calma, ben oltre gli eventi carnevaleschi. 


Il Castello Estense è il simbolo di Ferrara e il cuore degli eventi carnevaleschi. Questa imponente fortezza del XIV secolo, circondata da un fossato colmo d'acqua e dotata di quattro torri angolari, è uno degli edifici medievali meglio conservati d'Italia. Durante la visita puoi esplorare le prigioni sotterranee dove furono rinchiusi Ugo e Parisina (protagonisti di una tragica storia d'amore cantata da Byron e musicata da Donizetti), salire sulle torri per ammirare il panorama sulla città, visitare le Camere Dorate con i magnifici soffitti affrescati e percorrere i camminamenti di ronda.


Il Palazzo dei Diamanti è un capolavoro rinascimentale così chiamato per la sua facciata rivestita da oltre 8.500 blocchi di marmo a forma di diamante. Ospita importanti mostre temporanee d'arte e la Pinacoteca Nazionale, con opere di artisti ferraresi e della scuola emiliana. Durante il Carnevale, il palazzo organizza spesso eventi speciali e aperture straordinarie.


Corso Ercole I d'Este è considerata una delle vie più belle d'Europa, progettata nell'ambito dell'Addizione Erculea, l'ampliamento rinascimentale che fece di Ferrara la prima città moderna d'Europa. 

Passeggiando lungo questo viale alberato ammirerai splendidi palazzi nobiliari, tra cui Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno.

La Cattedrale di San Giorgio domina Piazza Trento e Trieste con la sua magnifica facciata romanico-gotica. L'interno barocco custodisce opere d'arte di grande valore, tra cui il Giudizio Universale di Bastianino. 


Accanto alla cattedrale, il Museo della Cattedrale conserva preziose sculture medievali e rinascimentali.

Il Ghetto Ebraico di Ferrara testimonia la presenza di una fiorente comunità ebraica che visse in città per secoli. Via Mazzini, l'antica via delle Sinagoghe, conserva ancora tre sinagoghe storiche visitabili. Il Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) è un'importante istituzione culturale che racconta la storia bimillenaria degli ebrei in Italia.


Non perdere una passeggiata o un giro in bicicletta (Ferrara è la città italiana con il più alto tasso di ciclisti) lungo le Mura di Ferrara, un circuito di nove chilometri perfettamente conservato che circonda il centro storico. Le mura sono state trasformate in un parco pubblico con viali alberati, perfetti per una pausa relax lontano dalla folla del Carnevale.


La cucina ferrarese è una delle più interessanti e caratteristiche d'Italia, con piatti che affondano le radici nella tradizione contadina e nella raffinatezza della corte estense. Durante il Carnevale, molti ristoranti propongono menu speciali che includono le specialità tipiche.


I cappellacci di zucca sono il primo piatto per eccellenza: grandi ravioli ripieni di zucca dolce, amaretti, mostarda e parmigiano, conditi semplicemente con burro e salvia. La salama da sujo (o salama da sugo) è un insaccato caratteristico che richiede una lunghissima cottura e viene servito con purè di patate. 

Il pasticcio di maccheroni è un timballo di pasta al forno con besciamella, funghi e tartufo, di origine rinascimentale.


Tra i dolci, oltre alle frappe e alle castagnole tipiche del Carnevale, assaggia la brazadela, un ciambellone ferrarese dalla consistenza friabile, e la torta tenerina, un dolce al cioccolato dalla consistenza morbida e umida, creato all'inizio del Novecento.


Venezia: l'eleganza senza tempo del Carnevale più famoso al mondo


Visitare Venezia a Carnevale


Il Carnevale di Venezia è probabilmente il più celebre al mondo, simbolo di eleganza, mistero e raffinatezza. Le sue origini affondano nel Medioevo, con le prime testimonianze documentate che risalgono al 1094, quando il doge Vitale Falier menzionò per la prima volta "divertimenti pubblici" nei giorni precedenti la Quaresima. 


Tuttavia, è nel XIII secolo che il Carnevale veneziano inizia a definirsi come evento codificato, quando il Senato della Serenissima Repubblica stabilì che il giorno precedente la Quaresima dovesse essere considerato festivo.


Visitare Venezia in questo periodo dell'anno è consigliato se si organizza in anticipo la vacanza, inoltre questa meta si può raggiungere comodamente a bordo dei pullman Itabus, perciò suggeriamo di prenotare il viaggio e prepararsi a vivere un 'esperienza unica sulla Laguna.


Gli eventi da non perdere a Venezia a Carnevale


Eventi al Carnevale di Venezia


Il Volo dell'Angelo: uno degli eventi più spettacolari e attesi. È l'appuntamento che segna l’inizio ufficiale delle celebrazioni e consiste nel “volare” sopra Piazza San Marco, calando su una fune dalla cima del Campanile di San Marco fino al centro della piazza.


La tradizione nasce dall'impresa compiuta da un acrobata turco nel Cinquecento, il quale raggiunse la cella campanaria di San Marco camminando su una fune, partendo da una barca, mentre oggi il ruolo di Angelo è attribuito alla “Maria” dell’anno, ovvero alla vincitrice del concorso di bellezza in abiti storici che rievoca la festa medievale dov’erano coinvolte in una particolare benedizione le ragazze in età da marito.


Il Volo dell'Aquila: questo evento si svolge una settimana dopo il Volo dell'Angelo, con la differenza che coinvolge, di solito, un personaggio pubblico noto (spesso si tratta di atleti).


La Festa Veneziana: è uno degli eventi più suggestivi, si svolge sul Canal Grande con una sfilata di gondole e imbarcazioni storiche illuminate e decorate, con figuranti in costume d'epoca. Lo spettacolo si conclude con giochi pirotecnici che si riflettono sull'acqua del canale. Per assistere, posizionati lungo le fondamenta del Canal Grande o sui ponti (Rialto è il punto più ambito ma anche il più affollato).


Sfilate e cortei in costume: ogni giorno, gruppi mascherati sfilano per le calli e le piazze di Venezia, da San Marco a Rialto, da Campo Santa Margherita a Campo San Polo. Questi cortei spontanei creano un'atmosfera da sogno, con costumi sfarzosi che sembrano usciti da dipinti di Canaletto o Tiepolo.


Il Concorso per la Maschera più Bella: si svolge nel palco allestito in Piazza San Marco e premia i costumi più belli, originali e fedeli alla tradizione veneziana. Partecipano maschere da tutta Europa, con creazioni elaborate che richiedono mesi di preparazione. Assistere alle sfilate dei concorrenti è uno spettacolo nello spettacolo.


L'enogastronomia veneziana durante il Carnevale


La cucina veneziana è una delle più particolari e interessanti d'Italia, influenzata dalla posizione lagunare e dai secoli di commerci con l'Oriente. Durante il Carnevale, molti ristoranti e bacari (le tipiche osterie veneziane) propongono menu speciali con piatti della tradizione.


I cicheti sono l'equivalente veneziano delle tapas: piccoli assaggi serviti nei bacari accompagnati da un'ombra di vino (un bicchiere). Tra i cicheti più tipici: baccalà mantecato, sarde in saor (sardine marinate con cipolle, uvetta e pinoli), polpette di carne, crostini con baccalà, acciughe marinate, folpeti (moscardini lessati).


Tra i primi piatti, assaggia il risotto al nero di seppia, i bigoli in salsa (grossi spaghetti con sugo di cipolle e acciughe), il risi e bisi (risotto con piselli, tipico della primavera).


I secondi sono principalmente a base di pesce: seppie al nero, fegato alla veneziana, moeche (granchi verdi della laguna fritti, se sei lì nella stagione giusta).


I dolci del Carnevale sono le frittelle veneziane, che si trovano in due versioni principali: fritole (con uvetta, pinoli e canditi) e fritole alla crema (ripiene di crema pasticcera). Si trovano in tutte le pasticcerie durante il periodo carnevalesco. 

Altri dolci tipici sono i galani (sottili sfoglie fritte e spolverate di zucchero, simili alle chiacchiere) e il zaeti (biscotti secchi con farina di mais e uvetta).


Ivrea: la battaglia delle arance e il Carnevale storico


Carnevale Storico di Ivrea


Il Carnevale di Ivrea è probabilmente il più singolare e spettacolare d'Italia, famoso in tutto il mondo per la Battaglia delle Arance, un evento unico nel suo genere che trasforma le piazze della città in un campo di battaglia dove tonnellate di arance volano nell'aria. 


Ma dietro questa manifestazione apparentemente ludica si nasconde una profonda tradizione storica che affonda le radici nel Medioevo.


La leggenda narra che il Carnevale di Ivrea commemori la ribellione del popolo contro un tiranno medievale. Secondo la tradizione, un crudele feudatario aveva imposto lo "ius primae noctis", il diritto di passare la prima notte di nozze con le spose del suo feudo. Una giovane mugnaia, promessa sposa, si ribellò uccidendo il tiranno, scatenando così la rivolta popolare che portò alla liberazione della città. 

La Battaglia delle Arance rappresenta simbolicamente questa lotta: il popolo a piedi (armato di arance) contro le truppe del tiranno (su carri trainati da cavalli).


Storicamente, le origini del Carnevale eporediese sono più complesse e stratificate, mescolando elementi di antiche feste pagane, riti di fertilità primaverile e celebrazioni medievali. La prima documentazione ufficiale risale al 1808, ma è certo che tradizioni carnevalesche esistessero a Ivrea già nei secoli precedenti. 

La Battaglia delle Arance nella sua forma attuale si è consolidata nella seconda metà dell'Ottocento, quando si decise di sostituire i fagioli (precedentemente lanciati) con le arance, più scenografiche e simboliche.


La Battaglia delle Arance: come funziona


La Battaglia delle Arance si svolge in quattro piazze del centro storico di Ivrea (Piazza di Città, Piazza Ottinetti, Piazza Lamarmora e Piazza Arduino) nelle giornate di domenica, lunedì e martedì grasso. 


Ogni battaglia dura circa quarantacinque minuti, con orari prestabiliti che si ripetono nel pomeriggio di ogni giornata.


Il meccanismo è semplice ma spettacolare: i carri delle truppe del tiranno entrano nelle piazze trainate da cavalli, e immediatamente inizia il lancio di arance da parte delle squadre a piedi posizionate nella piazza. Gli aranceri sui carri rispondono lanciando a loro volta arance contro gli aranceri a piedi. Le arance (rigorosamente non commestibili, importate principalmente dalla Sicilia) volano a decine di migliaia, creando uno spettacolo visivo impressionante e un'atmosfera di adrenalina pura.


Il pubblico può assistere dalle transenne che delimitano le piazze o, se più coraggioso, può entrare nelle zone di battaglia indossando il berretto frigio rosso, simbolo di libertà e protezione. Chi indossa questo berretto dichiara simbolicamente di essere parte del popolo in rivolta e accetta il rischio di essere colpito dalle arance (anche se generalmente gli aranceri evitano di colpire il pubblico). 

Chi NON vuole rischiare deve assolutamente evitare di entrare nelle aree di battaglia e non deve indossare nulla di rosso.


Ogni anno vengono utilizzate circa 700 tonnellate di arance, che dopo le battaglie vengono raccolte e smaltite (in passato venivano utilizzate per produrre concime). Il terreno delle piazze si trasforma in un tappeto arancione di polpa schiacciata, creando un'immagine surreale e bellissima.


Andare a Ivrea a Carnevale


Cosa vedere e fare a Ivrea durante il Carnevale


Partecipare alle battaglie: l'esperienza centrale è ovviamente assistere (o partecipare) alla Battaglia delle Arance. Per gli spettatori, si consiglia di arrivare alle piazze con anticipo per trovare una buona posizione lungo le transenne. Porta con te protezioni (occhiali da sole, cappelli) perché anche restando fuori dall'area di battaglia qualche arancia può arrivarti addosso. Se vuoi vivere l'esperienza più adrenalinica, procurati un berretto frigio rosso (venduto in città durante il Carnevale) ed entra nell'area di battaglia: è un'esperienza che non dimenticherai, tra il profumo intenso di arance schiacciate, le grida di battaglia e l'energia collettiva.


Il centro storico: Ivrea conserva un interessante centro medievale con vicoli stretti, portici e palazzi storici. La Cattedrale di Santa Maria Assunta ha origini nel X secolo e conserva all'interno affreschi medievali e opere d'arte di valore. Dalla vicina torre campanaria si gode un bel panorama sulla città e sulla Serra Morenica. Il Castello di Ivrea, con le sue torri rosse, domina la città dall'alto e risale al 1358. 


Durante il Carnevale non è sempre visitabile, ma vale la pena osservarlo dall'esterno.


L'anfiteatro romano: Ivrea conserva i resti di un anfiteatro romano del I secolo d.C., testimonianza dell'antica Eporedia romana. L'anfiteatro è inglobato nel tessuto urbano medievale, creando un interessante palinsesto storico.


La Ivrea olivettiana: Ivrea è stata la sede della Olivetti, la celebre azienda di macchine da scrivere e computer fondata da Camillo Olivetti. La città conserva numerosi edifici progettati da importanti architetti del Novecento per conto dell'azienda, che nel 2018 sono stati riconosciuti Patrimonio UNESCO come esempio di "città industriale del XX secolo". Durante il Carnevale, il MAAM (Museo a cielo aperto dell'Architettura Moderna) organizza visite guidate tematiche.


I Cinque Laghi: nei dintorni di Ivrea si trova il sistema dei Cinque Laghi della Serra (Sirio, Pistono, Campagna, Nero e San Michele), bacini di origine glaciale perfetti per passeggiate naturalistiche, anche in inverno. Se hai un giorno extra, vale la pena esplorare questa area ricca di fascino.


La cucina di Ivrea e del Canavese riflette la posizione di confine tra Piemonte e Valle d'Aosta, con piatti robusti e saporiti che utilizzano prodotti locali.


Durante il Carnevale, il piatto simbolo sono i fagioli grassi: fagioli bolliti conditi con salsiccia, cotenna di maiale, lardo e spezie, distribuiti gratuitamente alla popolazione durante le giornate di festa. La ricetta tradizionale è quella dell'Abbà, che ancora oggi li prepara secondo l'antica usanza.


Altri piatti tipici da provare: la polenta concia (con burro, toma e formaggio), i torcetti eporediesi (biscotti secchi a forma di anello, perfetti da inzuppare), il salame di patate (una preparazione a base di patate, salame e spezie), i tajarin (tagliolini sottili all'uovo con sugo di arrosto).


Tra i dolci, la torta 900 è una specialità locale a base di nocciole, cioccolato e meringa. Da accompagnare con un bicchiere di Erbaluce di Caluso, il vino bianco DOCG del territorio, o con il Carema, un rosso elegante prodotto alle porte della Valle d'Aosta.


Il Carnevale è una delle esperienze più autentiche, divertenti e culturalmente ricche che l'Italia può offrire. 

Vivi un'esperienza indimenticabile che ti farà scoprire tradizioni secolari, bellezze artistiche, sapori autentici e l'allegria contagiosa della festa più colorata dell'anno.